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- Articolo in video – cliccate sul triangolino dello schermo alto – che vi prego di ascoltare. Ecco spiegato perché Silvio Berlusconi, ancor prima di vedere il proprio sangue versato, ha accettato di essere messo sotto tutela in una prigione dorata che accompagnerà il suo declino e la sua uscita di scena. Sarà come Napoleone all’isola d’Elba, ma senza i cento giorni. Ho previsto esattamente tutto e lo racconto nei dettagli nel mio “Guzzanti versus Berlusconi” da cui si capisce anche perché gli italiani non amano più la democrazia e che cosa bisogna fare per ripristinarla. Attendo con molta curiosità i vostri commenti a questo esperimento televisivo, stavolta non comico perché francamente c’è poco da ridere. (Ma se volete vedere i vecchi video, cliccate sullo schermo e comparirà una pagina ustream con l’intero repertorio). - ieri
- Esce il mio libro “Guzzanti vs Berlusconi”, Aliberti editore, modestamente un libro divertentissimo e del tutto diverso dagli altri: è un libro contro, ma non è un libro becero. A Silvio rimprovero di non aver saputo e voluto fare quel che aveva promesso, ciò che gli ha consentito di arraffare i voti di milioni di italiani affamati di libertà, quella vera. E poi gli ho dato la parola in diretta per 100 pagine. Leggete quel che lui racconta di se stesso. E quel che mi disse sua madre quando gli mollò un ceffone per quanto era arrogante e presuntuoso. Ecco il ritratto di un uomo che non sopporta critiche, Costituzioni, Parlamenti, partiti, opposizioni, dipendenti non-adoranti, e che prostituisce la donna italiana con ignobili messaggi mignottocratici. E poi, tutta la vera storia fra lui e il suo fidanzato Vladimir, il comitato dei signori dell’energia che si riunisce nelle dacie in combutta con Gheddafi. Insomma: tutto Silvio nel bene e nel male. Mai con odio, anzi con una vena di umana simpatia, ma senza sconti. Leggete una bella anteprima oggi su Dagospia.com. - 4 giorni fa
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- L’appuntato D’Avanzo a domanda NON risponde. - 3 settimane fa
- 10 DOMANDE 10 A GIUSEPPE D’AVANZO, PER VEDERE L’EFFETTO CHE FA. Tre anni fa moriva a Londra Alexander Litvinenko. “La Repubblica” organizzò una serie di interviste devastanti che risultarono poi false e smentite dagli intervistati ancora vivi (Bukovsky e Gordievsky). Quanto a Litvinenko non poté smentire nulla, benché la pretesa intervista fosse vecchia di quasi due anni, perché era appena morto. D’Avanzo da allora impartisce severe lezioni di etica giornalistica nel suo buffo italiano ed è l’autore del tormentone delle 10 domande a Berlusconi su “papi” e Casoria. Ora, a tre anni dalla doppia tragedia che vide l’assassinio sia di Alexander Litvinenko che della Commissione Mitrokhin, Paolo Guzzanti e Gabriele Paradisi pongono le loro 10 domande a D’Avanzo. E vogliono vedere se il severo moralista reagirà comportandosi come Silvio Berlusconi, tacendo e facendo finta di niente, oppure se risponderà seguendo i propri sbandierati canoni etici. Siamo curiosi. - 4 settimane fa
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